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La Pantofola: racconto breve di una ossessione

da | Dic 18, 2021 | News

Le pantofole erano state concepite come puro ornamento estetico privo di alcuna funzionalità. Lo stesso termine rappresentava delle fini ed eleganti scarpette in tessuto o cuoio con suola sottile molto facili da calzare e sfilare. Col passare del tempo, queste calzature vennero poi associate al mondo della ricchezza, al prestigio e l’intimità da camera.
A Roma arrivarono ad assumere una connotazione erotica per le donne: si narra infatti che il senatore Vitellio nascondesse le pantofole dell’amante sotto la tunica per poi sfilarle e baciarle di tanto in tanto come una vera e propria lettera d’amore profumata.

All’interno del Clero inglese invece, erano comuni le pantofole di velluto o broccato a suola piatta. Con l’ascesa al trono di Elisabetta I però, la moda universale per uomini e donne, divenne la pantofola col tacco. Calzatura decorata con materiali pregiati per dimostrare la ricchezza di chi la portava. Nella città di Venezia vi era un tale uso d’oro e pietre preziose da parte dei calzolai che il governo della Serenissima varò leggi suntuarie per limitarne l’impiego, ma la pantofola rimase comunque un simbolo di distinzione sociale.

Si racconta che l’imperatrice Giuseppina (secondo alcuni inventari in possesso di oltre 520 paia) ebbe da lamentarsi per delle pantofole bucate dopo un unico utilizzo, a cui il calzolaio avrebbe replicato:” Ah, Madame, ma voi le avete usate per camminare!”

La caratteristica principale delle pantofole settecentesche ricoperte di gioielli, era la punta all’insù, mentre i modelli per le classi meno agiate imitavano la ricchezza aristocratica con ghette a trompe-l’oeil, simulando broccato, pizzi, fiocchi e pietre preziose.
Con la popolarità dei balli del XIX secolo, le pantofole di capretto leggero o di seta decorata con sfarzose roselline, pompon e fiocchi furono consumate dalle danze. Le scarpe comode erano simbolo d’appartenenza alle classi più umili, di conseguenza le donne europee e americane delle classi più agiate optavano per scarpette meno pratiche anche all’aperto, dove persino l’erba era in grado di danneggiarle con estrema facilità.

Anche oggi le pantofole possono essere acquistate per occasioni particolari, come l’abbinamento elegante con vestaglia da camera o vestito da sposa (le spose cominciarono ad abbinare le pantofole verso la metà del XIX secolo). Parlando di matrimonio, il padre della sposa offriva al genero una scarpa della figlia come simbolo di trasferimento d’autorità nella tradizione anglosassone.

È nel XIX secolo che la parola “pantofola” inizia a descrivere il concetto di calzatura delicata specie durante la Belle Epoque, quando la moda esaspera la sofisticatezza: era possibile che un nobile parigino gustasse dello champagne dalla pantofola di una dama. Arrivano così le calze di seta come complemento alle pantofole di lusso di raso, per attirare maggior attenzione sulla caviglia.

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